Protesi

Alcune malattie, come infiammazioni o tumori, possono causare un restringimento (stenosi) dell’esofago che impedisce il passaggio del cibo dalla bocca allo stomaco. Per consentire al paziente di alimentarsi normalmente si cerca di dilatare queste stenosi ponendovi all’interno particolari tubi di metallo o plastica detti protesi.

Per protesi esofagea si intende un piccolo tubo di metallo o plastica che viene inserito all’interno dell’esofago sotto visione endoscopica e/o radiologica .

Attraverso il gastroscopio viene inserita all’interno dell’esofago una

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guida metallica su cui verrà fatta scivolare la protesi. La protesi, inizialmente chiusa, viene fatta passare attraverso la stenosi e quindi, una volta raggiunta la posizione desiderata, viene aperta lentamente. Al termine della procedura dovrà rimanere a digiuno per 12-24 ore. La ripresa dell’alimentazione sarà progressiva, inizialmente liquida e solo dopo alcuni giorni solida.

Le complicanze più gravi del trattamento endoscopico delle stenosi dell’esofago sono la perforazione e l’emorragia, che insorgono in circa il 5% dei trattamenti. Entrambe queste complicanze possono essere trattate con terapia medica o con l’endoscopia, ma in alcuni casi potrà rendersi necessario un intervento chirurgico che consenta di chiudere la perforazione e di pulire la cavità toracica dal materiale che è fuoriuscito dall’esofago. Altra possibile complicanza è lo scivolamento della protesi dalla posizione in cui è stata messa: con l’endoscopio è in genere possibile riportare la protesi nella posizione corretta o rimuoverla definitivamente.